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Feb 242014
 

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Sabato sono stato al #TEDxRoma e desidero riportare snteticamente alcune impressioni e link per chi potrebbe essere interessato ad approfondire alcuni degli argomenti degli speech.

Prima di tutto l’organizzazione: molto curata per quanto riguarda la location, pricing di 22 euro adeguato IMHO (il prezzo era comprensivo di un pranzo consegnato in un box rettangolare, molto buono e bilanciato, compresa acqua e succo al naturale). Purtroppo una pecca molto grande: mancava il WiFi. Nessuna delle persone dello staff sapeva se ci fosse o meno (non c’era) e se e come si potesse accedere a quello del teatro. Certo, c’era il WiFi della Provincia ma aveva un segnale debole e una procedura di registrazione che prevede la richiesta della carta di credito (?!?). E’ dal TechCrunch autunnale che Roma non riesce a scrollarsi di dosso la barzelletta del WiFi assente, sembra quasi che non ci si renda conto che per certi eventi il consentire ai partecipanti di accedere ai social, fare ricerche, comunicare, leggere quello che pensano gli altri e – per farla breve – socializzare l’evento sia un bisogno necessario. Il segnale 3G prendeva solo in alcuni punti quindi l’unica copertura è stata quella ufficiale. L’impossibilità di condividere inoltre si traduce in minore pubblicità alle idee e ai progetti, in particolare se si considera che molto di quanto presentato è “vecchio” di alcuni anni e ciononostante se cercate con Google o Youtube non è che troviate poi molto, quindi magari anche un po’ di social sharing potrebbe contribuire ad aumentare l’effetto mediatico complessivo.

Ho ascoltato e visto un signore gentile e distinto, Vinton Cerf, che spiegava le sue idee “half baked” sul futuro dei dati e la loro accessibilità universale, usando una slide con poche frasi semplici, scritte con i bullet e le andate a capo tipiche di chi viene da mondi accademici (e in un’atra slide ha rivelato la sua passione per World of Warcraft). Cosa significa unire una profonda capacità di visione ad una altrettanto profonda modestia! Desideravo molto stringergli la mano ma alla fine non l’ho fatto: durante la pausa successiva al suo speech la metà del pubblico si è messa in fila per farsi una foto con lui e parlargli.

Gustatevi uno speech che Cerf ha tenuto l’anno scorso, in attesa dei video del TEDx:

Skylar Tibbits del Self-Assembling Lab del MIT era presente con un video sul futuro che ci aspetta dopo il 3D printing: materiali che si autoassemblano a formare strutture complesse, sfruttando varie forme di energia. Un giorno potremo avere semilavorati stampati in 3D e che, una volta messi insieme, si autocombinano per formare prodotti finiti? La risposta è in questo video:

I ragazzi di The buried life" hanno condiviso con il pubblico la loro esperienza, che ormai risale al 2009 ma è sempre una testimonianza importante. What do you want to do before you die? C’è da rimanere colpiti dalla scelta di questi quattro giovani universitari USA che cercano di esaudire il desiderio delle cose che altre persone vorrebbero fase in questo mondo prima di lasciarlo e esortano il prossimo a vivere pienamente la propria vita:

http://www.theburiedlife.com

Athanassia Athanassiou e le sue spugne per pulire i mari e recuperare petroli e metalli pesanti: una dimostrazione importante e tanta energia e determinazione. Queste spugne sono realizzate con materiali che assorbono in modo selettivo sostanza di vario tipo e possono essere spostate e sollevate tramite campi magnetici:

http://www.iit.it/en/news/news/2012-news/1610-the-nanotech-sponge-that-cleans-water.html

Il prof. Domenico Prattichizzo dell’Universtà di Siena ridà la libertà di spostamento ai non vedenti. Un’idea “mashup” brillante nella sua semplicità: poiché i non vedenti non desiderano indossare auricolari per ascoltare la voce sintetizzata dei sistemi di navigazione, il dott. Prattichizzo ha ideato delle bande che s’indossano sulle braccia e indicano la direzione tramite vibrazioni. Ma il lavoro del laboratorio di Robotica coordinato dal professor Prattichizzo non finisce qui: al TEDx ha presentato un guanto in grado di memorizzare le sensazioni tattili (possibili applicazioni dalla comunicazione tattile online alla possibilità di registrare e rivivere il ricordo di una carezza)

L’ing. Pasquale Fedele lavora a sistemi di lettura dei segnai elettrici cerebrali e identificazione di pattern associabili a comandi e comunicazioni. Sta applicando tale tecnologia per consentire ai malati di ALS, che non possono muovere alcun muscolo quando sono in stato di completo lock-in, di comunicare con il mondo, sia pure in modo elementare. Un malato può attivare comandi in una stanza, accendere luci, selezionare oggetti e messaggi su uno schermo. Ma le applicazioni non finiscono qui; alla fine della presentazione l’ing. Fedele ha mostrato un video in cui lui pilota un drone Parrot utilizzando i segnali elettrici del suo cervello per indicare la direzione al drone.

Qui di seguito una dimostrazione di “brain control” tenuta in alcuni vecchi eventi (Next, Frontiers Of Interactions): 

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