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Nov 142013
 

Quotidiani: l’anno in cui gli abbonamenti online divennero mainstream

Sep 012013
 

Da eCommerce ad integrated local eCommerce

Aug 142012
 

Interessante articolo del WSJ, ripreso dal sole 24 Ore, in cui si fa notare la perdita del -75% di valore di Groupon dalla data dell’IPO.

Suggerisco di leggere direttamente la fonte USA (WSJ), dove sotto sotto si colgono sfumature non riportate in italiamo.

In particolare: Groupon sta cercando di cambiare modello di business, passando da servizi di local advertising/promotion (vedete anche qui: http://salvatorelarosa.posterous.com/dialogo-di-un-venditore-di-completi-e-di… a local CRM/sales support. Scrive il WSJ:

The sales force also is changing as Groupon branches out from daily-deal offers into local services, such as offering technology to help businesses manage online appointments and customer-loyalty programs

Il mercato dei deal è affollato, con colossi come Amazon a Google in crescita. Tale evoluzione è quindi del tutto naturale se si vuole mirare a una sostenibilità di lungo termine ma ciò ha anche impatti forti sull’organizzazione aziendale e sulla forza vendita (e sulla remunerazione degli obiettivi). 

Link agli articoli:

http://on.wsj.com/P4U2t2

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-08-14/groupon-vendite-r…

Dec 092011
 

Twitter sta testando le nuove pagine per le imprese, con un occhio molto forte al branding e – cosa utile a fini di CRM –  ai messaggi persistenti (es: “domani fermo programmato”, “la nostra promozione valida fino al…”) e alla separazione tra risposte date dagli operatori ai singoli utenti e post generali.

Vale la pena interrogarsi su quanto Twitter sia effettivamente utilizzato e quanto attivi siano i suoi utenti italiani: sono più produttori d icontenuti o più ascoltatori? Quanti tweet pubblicano a testa? A tale fine proviamo a fare alcuni conteggi, basandoci sulle ultime stime disponibili da parte degli analisti e da Twitter stesso. Nel farlo, divertiamoci anche ad andare a caccia di fonti e dati di base utili e collezionarli in questo post.
Stime nuove su Twitter, assolutamente non ufficiali (visto che Twitter le dichiara di rado) e misurate da Nielsen, darebbero dai 2 milioni ai 2,4 milioni gli italiani presenti con un account personale alla fine di ottobre (+40% durante settembre-ottobre 2011), come riportano Massimo Russo e Vincenzo Cosenza. Assumiamo il limite superiore riportato da Vincenzo (2,4 mln) come base di utenti registrati a fine ottobre 2011.
La crescita degli italiani registrati a Twitter trova una corrispondenza nell’uso di Twitter da parte degli stessi, che pubblicano circa 12.000 tweet all’ora, come misurato da GlobalWebIndex.
Ci piacerebbe sapere ora quanti italiani sono effettivamente utenti attivi di Twitter, ossia si collegano al servizio almeno una volta al mese. A tale fine ci riferiremo ai dati ufficiali mondiali di Twitter, aggiornati ai primi di settembre 2011 (quindi non troppo disallineati rispetto a quelli di Nielsen e GlobalWebIndex sopra citati).
In base a tali dati, Twitter ha nel mondo 100 milioni di utenti attivi al mese, di cui un 50% si collega ogni giorno e un 40% (del 100 mln) si pone in modalità ascolto, per tenersi informato, senza produrre contenuti. Molto bene… Ma qual è il numero totale di utenti registrati? Riferiamoci all’ultima conferenza stampa, citata da MediaBistro in cui Twitter ha rivelato tale dato e rifacciamo i calcoli dei redattori del blog MediaBistro.
MediaBistro stima 254 mln di utenti registrati al 25 agosto, che noi – eseguendo lo stesso calcolo di MediaBistro – correggiamo a 261 mln alla data di pubblicazione del dato ufficiale sui 100 milioni di utenti attivi (8 settembre).
Di conseguenza, la ratio tra utenti attivi (mondo) e utenti registrati (mondo) è 38%. A questo punto facciamo l’assunzione che tale ratio valga anche per l’Italia (in realtà non è vero: simili ratio crescono al crescere dalla maturità della piattaforma in un Paese e quindi in Italia dovrebbe essere più bassa). Facciamo due conti e otteniamo la nostra risposta:
2,4 mln di utenti registrati in Italia corrispondono quindi al più a circa 912.000 utenti attivi al mese, di cui solo il 60% (547.200) pubblica tweet ed il 40% (364.800) è in ascolto (questo se assumiamo che tale ratio media tra publisher e listener, dichiarata da Twitter su base mondiale, vada bene anche per l’Italia). 
Molto bene. Con questa dotazione di informazioni, possiamo rispondere alla domanda sull’uso che gli italiani fanno di Twitter, basando il calcolo sui soli utenti attivi e riferendoci ad un contesto di uso medio nell’arco del mese medio. In tale arco temporale viaggiano 12.000 x 24 x 30 = 8.640.000 tweet mensili; di conseguenza:
  • se rapportiamo tale volume di messaggi ai soli utenti attivi e “publisher” (547.200), fanno circa 16 tweet/mese a utente;
  • se ci allarghiamo all’intera base degli utenti attivi, senza prendere in considerazione il dato statistico sulla ratio tra publisher e listener, otteniamo invece una media di 9,5 tweet/mese a utente.
Tiriamo ora le somme.
Abbiamo stimato una media di 16 tweet/mese per italiano utente attivo publisher, che (facendo invece la media del pollo) scende a 9,5 tweet/mese se si considera l’intera base degli utenti attivi indistinta rispetto a publisher vs listener. Su tale base, possiamo affermare che Twitter in Italia è usato ormai come mezzo sia d’informazione sia di comunicazione: l’utente medio lo usa per tenersi aggiornato e per pubblicare, anche se tra “publisher”. 
Le dimensioni della base utenti attivi sono più che raddoppiate rispetto ad aprile/maggio 2011 e – se il trend di crescita si mantiene costante – significa che nel 2012 i servizi di customer service informativo e transazionale (Q&A, troubleticketing) potrebbero diventare effettivamente interessanti.